Ero seduto alla mia scrivania nell’agenzia di viaggi, giornata tranquilla, quando la porta si apre piano e compare questo uomo di mezza età. Giacca leggera, passo esitante, sguardo un po’ smarrito come chi è entrato per sbaglio nel posto sbagliato. Si avvicina, si siede e inizia subito con le domande di rito: voli per l’Europa, tariffe business class, compagnie aeree preferite. Fin qui tutto normale: routine quotidiana, risposte precise, brochure a portata di mano.

A un certo punto, però, il discorso prende una piega strana. Con tono serissimo mi chiede:
“E per caso avete dei voli diretti per… un’isola deserta?”

Io faccio finta di non scomporrermi, sorrido e spiego che no, non ci sono compagnie che programmano atterraggi sulla spiaggia di un atollo deserto. Ma lui insiste, come se non avesse sentito. Poi rincara:
“E se invece volessi un elicottero privato per portarmi in una zona remota dove non c’è nulla, ma proprio nulla?”

Dentro di me penso: Ok, o è un eccentrico, o sono finito in una candid camera. Con calma gli rispondo che non rientra nei servizi che possiamo offrire, che certi luoghi sono irraggiungibili per definizione. Lui mi guarda serio, annuisce, ma poi riparte con altre stranezze: mete inventate, tariffe impossibili, voli a prezzi ridicoli. Io lì, fermo, paziente, a spiegare ogni volta perché non è possibile.