Cartolibreria, mattina normale. Entra un signore, deciso, passo rapido.
«Buongiorno, mi serve una busta.»
Io, senza esitazioni: «Da spedizione?»
Lui scuote la testa: «No, una busta.»
Va bene, provo la seconda opzione. Indico con la mano il muro pieno di buste colorate, fantasia, quelle con i manici per i regali.
«Ecco, signore, queste qui.»
Lui si ferma.
Si blocca davanti all’espositore e inizia a fissarle come se stesse contemplando un’opera d’arte contemporanea.
Uno… due… cinque minuti abbondanti. Io dietro al bancone che penso: sta decidendo tra cuoricini e righe verdi?
Finalmente rompe il silenzio:
«No ma non sono queste.»
Provo a interpretare di nuovo. «Allora forse intende la busta con dentro il foglio per gli auguri? Sa, l’opalina.»
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