“Salve devo ritirare questa prenotazione.”
“Sono 22.50€… se aggiunge 3.50€ può tornare al cinema con sua moglie fino al 27 febbraio usufruendo di 2 ingressi bla bla bla…”
Lo dico con quella voce da operatore automatico che ormai mi esce anche quando ordino il caffè al bar.
Lui prende il portafoglio con calma, mi guarda, poi guarda il cartellone dietro di me come se stesse valutando non tanto i film, quanto le opzioni di vita.
“Solo con mia moglie?”
Sorrido.
“No, con chi desidera… può venire anche con un amico, un figlio, chi vuole insomma.”
Lui si illumina.
“E se vengo con l’amante? Perché le feste raccomandate con la famiglia… gli altri giorni con l’altra. Come dice il detto!”
E mi fa pure l’occhiolino. Ma non uno veloce e imbarazzato. No. Uno lento, studiato. Da manuale.
Io resto un attimo in silenzio, con il cervello che cerca la risposta più professionale possibile tra:
* “Signore, mi dissocio”
* “Non voglio sapere”
* “La prego, sparisca”
Alla fine vado di diplomazia base.
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