becco il cliente a baciare i maglioni durante un tranquillo turno di lavoro.
non uno, non due. tutta la pila.
uno dopo l’altro, con una concentrazione che nemmeno un sommelier durante una degustazione importante.

all’inizio penso di essermi sbagliata. magari stavo vedendo male. magari stava annusando. magari stava controllando l’etichetta con troppa passione.
invece no. si avvicina, inclina leggermente la testa e… smack.
poi un altro.
poi si asciuga pure la bocca con la manica, come se fosse una cosa normalissima.

a quel punto mi avvicino, con il sorriso teso di chi lavora col pubblico da troppo tempo, e gli dico:

“no ma… quando ha finito di sbaciucchiare e pulirsi la bocca con i nostri maglioni, poi intende anche comprarne qualcuno?”

lui mi guarda serissimo, come se fossi io quella strana.

“non lo so, ora vedo… prima però devo capire se sono morbidi.”

io rimango un attimo in silenzio. respiro. conto fino a tre.
poi, cercando di mantenere un tono professionale che ormai è solo un ricordo lontano:

“e lo fa… limonandoseli?”