Sempre nel mio angolo enoteca.
Entra un cliente.
Passo deciso, sguardo concentrato, come uno che sa cosa vuole… più o meno.
“Lo ha il vino siciliano, quello un po’… ambiguo?”
Io alzo un sopracciglio.
“Ambiguo in che senso?”
Lui fa un gesto vago con la mano, come se stesse descrivendo un concetto filosofico.
“Quello lì… con il nome strano.”
“Ma lo sa e si vergogna a dirlo? Faccia uno sforzo, siamo maggiorenni!”
Lui si irrigidisce.
Si guarda intorno.
Controlla che nessuno ascolti.
Si avvicina al bancone, lentamente.
Abbassa la voce.
Si piega in avanti.
E, attraverso la mascherina, con tono complice:
“La f*** di donna sfruttata…”
Silenzio.
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