Lavoro in un pub.
Non uno di quei pub silenziosi con le luci soffuse e il jazz in sottofondo.
No. Il nostro è di quelli dove il venerdì sera l’aria sa di fritto, birra e decisioni discutibili.

Ieri arriva una coppia.

Li vedo entrare con quell’aria sicura di chi sa di aver prenotato.
Io sorrido, menù in mano, modalità accoglienza attiva.

«Avevate prenotato?»

«Sì, siamo due, abbiamo prenotato ma non so a che nome… prova Federico.»

Perfetto. Partiamo fortissimo.

Scorro la lista.
Federico.
Federico.
Federi—
No.

Silenzio.
Il mio dito si ferma a metà pagina.

«Non ho nessun Federico.»

«Prova Andrea. O Sabrina… o sennò il cognome **.»

Ok.

Scorro di nuovo.
Andrea? No.
Sabrina? No.
Cognome? No.
C’è un Andrea, sì. Ma è per 24 persone.

Li guardo.

Loro guardano me.

«Ma quindi siete solo voi due?»

«No, in verità siamo 6 più 2 bambini.»

Otto.

Ricomincio da capo.
Modalità investigatore.