Negozio di abbigliamento, pomeriggio tranquillo, musica di sottofondo e io che sistemo per l’ennesima volta la pila dei maglioni già piegati perfettamente. Entra una cliente e con voce squillante mi chiede se avessi un cappotto rosso.
Rosso.
Non “un cappotto”, non “un cappotto caldo”, no. Proprio rosso, detto con l’enfasi di chi sa esattamente cosa vuole.
Sorrido professionale.
“Certo signora, glielo mostro subito.”
Faccio per avviarmi verso lo scaffale, quando lei mi ferma con un gesto teatrale della mano.
“Aspetti… ma secondo lei il rosso mi sta bene? Sa, non vorrei comprare una cosa sbagliata… Non ho mai coraggio di mettere il rosso!”
Gelo totale.
Mi guardo intorno per capire se stesse parlando con qualcun altro. Magari c’era un’amica nascosta tra gli espositori, una candid camera, un esperimento sociale. Niente.
La signora era vestita così: cappello rosso fuoco, giacca rossa ciliegia, scarpe rosse laccate, borsa rossa lucida e rossetto rosso fiammante. Pure le unghie, ora che ci penso, avevano una tonalità che oscillava tra il rubino e l’allarme antincendio.
Ho pensato: “Mah, sarà uno scherzo, dai.”
Ma lei mi fissava con occhi seri, in attesa di una risposta esistenziale, non commerciale.
Lascia un commento