Sono in ferramenta, in fila con il mio flacone di svitol in mano, quando davanti a me entra una signora di mezza età.
Cammina spedita, passo corto ma deciso, borsa stretta sotto il braccio come se stesse portando documenti segretissimi, e si piazza al banco con lo sguardo di chi è pronta a discutere.
«Scusa, hai dei chiodi?»
Il commesso, un ragazzo giovane ma con quella calma zen che solo chi lavora tutti i giorni lì dentro può maturare, alza appena lo sguardo:
«Chiodi come, signora?»
«Per appendere i quadri.»
Lui prende una scatolina dallo scaffale dietro, gliela poggia sul banco:
«Ecco signora, questi dovrebbero andare bene.»
Lei li osserva con la diffidenza con cui uno controlla la data di scadenza su una bottiglietta di latte. Poi alza lo sguardo, stringe le labbra e spara la prima cannonata:
«Ma questi chiodi tengono?»
«Dipende dal muro, signora…»
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