Periodo natalizio.
Siamo nel pieno del delirio da shopping: luci che lampeggiano ovunque, canzoncine che si rincorrono come un disco impazzito, gente che cammina a passo di renna stanca, trascinando buste colorate come trofei di guerra.
In sottofondo, “Last Christmas” e “All I Want for Christmas Is You” si alternano almeno sei volte l’ora. È un miracolo se qualcuno non perde la testa — o la pazienza — prima di arrivare alle casse.

Io sono lì, in prima linea, con il mio sorriso da promoter e il mio fedele compagno di battaglia: un robot da cucina. Lo conosco meglio di me stessa. So esattamente quante lame ha, quanto impasta, quanto trita, e quante volte posso dire “tecnologia di ultima generazione” prima che mi venga voglia di urlare.

La mia postazione è accanto a quella di una collega che sponsorizza una nota marca di macchinette da caffè. È una veterana: tacchi alti, sorriso fisso, battuta pronta. Pochi metri più in là, ecco il nemico: la promoter della marca concorrente, in uniforme rossa e aria da generale in missione.
Il reparto piccoli elettrodomestici, in quei giorni, sembra una zona di guerra con musichetta natalizia in sottofondo.